I giardini di Arid

14,90

“Anche la fanciulla si voltò e imboccò il piccolo sentiero che partiva dalla riva. Le scarpette d’argento erano zuppe d’acqua e la gonna le si era incollata alle ginocchia.
Dritta davanti a lei c’era la città inerte. Con alte mura e alte torri, senza colore nell’oscurità, senza neanche un’unica, piccola luce.
Era la città perduta di Arid, di cui nessuno aveva più memoria.
Chi era quella fanciulla? Perché andava in quella città silenziosa e pietrificata, e cosa portava alla catenina d’argento che aveva al collo?
È una vecchia storia, ma è arrivato il momento di raccontarla.”

Questa è la storia della principessa Miasarai e di Tuononsarò, il figlio del giardiniere. Alla loro amicizia, che diventa amore, si oppone una strega che trasforma Tuononsarò in un fiore. Presto però il fiore si secca lasciando un seme che contiene il suo battito. Per ridargli la vita, la principessa dovrà piantarlo nei giardini di Arid, una città pietrificata, grigia e abbandonata per colpa di un maleficio. Per sette lunghe estati la principessa si avventurerà cercando Arid. Dietro di lei, a sua insaputa, il buffone di corte la segue per proteggerla.
In questo classico della letteratura olandese che ha appassionato generazioni di ragazzi, le peripezie della principessa e le vicende di Arid sono narrate dal buffone e dagli stessi abitanti della città di pietra. Questo espediente crea uno stupefacente gioco narrativo, un susseguirsi di storie nella storia fino ad arrivare al lieto fine in cui il bene trionfa sul male, come in ogni favola che si rispetti (o quasi).

1 disponibili

Scritto da: Paul Biegel

ISBN: 9788898519996

Pagine: 190

Casa editrice: La nuova frontiera junior

Formato: Brossura

COD: 9788898519996 Categorie: , , Tag: , , , , ,

“Anche la fanciulla si voltò e imboccò il piccolo sentiero che partiva dalla riva. Le scarpette d’argento erano zuppe d’acqua e la gonna le si era incollata alle ginocchia.
Dritta davanti a lei c’era la città inerte. Con alte mura e alte torri, senza colore nell’oscurità, senza neanche un’unica, piccola luce.
Era la città perduta di Arid, di cui nessuno aveva più memoria.
Chi era quella fanciulla? Perché andava in quella città silenziosa e pietrificata, e cosa portava alla catenina d’argento che aveva al collo?
È una vecchia storia, ma è arrivato il momento di raccontarla.”

Questa è la storia della principessa Miasarai e di Tuononsarò, il figlio del giardiniere. Alla loro amicizia, che diventa amore, si oppone una strega che trasforma Tuononsarò in un fiore. Presto però il fiore si secca lasciando un seme che contiene il suo battito. Per ridargli la vita, la principessa dovrà piantarlo nei giardini di Arid, una città pietrificata, grigia e abbandonata per colpa di un maleficio. Per sette lunghe estati la principessa si avventurerà cercando Arid. Dietro di lei, a sua insaputa, il buffone di corte la segue per proteggerla.
In questo classico della letteratura olandese che ha appassionato generazioni di ragazzi, le peripezie della principessa e le vicende di Arid sono narrate dal buffone e dagli stessi abitanti della città di pietra. Questo espediente crea uno stupefacente gioco narrativo, un susseguirsi di storie nella storia fino ad arrivare al lieto fine in cui il bene trionfa sul male, come in ogni favola che si rispetti (o quasi).

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