In cielo, ma dove?

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Due fratelli, un pallone, l’incontro inaspettato con un passerotto morto. La difficoltà e l’importanza di trovare le parole giuste.

Una giornata spensierata all’aperto, tra fratelli. Mentre il maggiore è intento a palleggiare, il minore incappa nel corpo senza vita di un passero. Subito la curiosità infantile inizia ad indagare, a porre domande, ad esigere risposte soddisfacenti su ciò che, per sua essenza, è inafferrabile e misterioso. Così nasce un dialogo tra fratelli che, da una parte, ha la potenza universale del mito, dall’altra serba la freschezza della lingua parlata.
La scrittrice Antonella Ossorio, accompagnata dalle illustrazioni lievi e oniriche del Premio Andersen Antonio Ferrara, affronta con onestà e delicatezza un tema complesso ma fondamentale: come parlare della morte? Come farlo con i bambini, per evitare di trasformarla in un tabù?
Come scegliere le parole adatte senza cadere in cliché e giri di parole che, invece di cercare le risposte, eludono le domande ?

1 disponibili

Scritto da: Antonella Ossorio

Illustrato da: Antonio Ferrara

ISBN: 978889691889

Casa editrice: Uovonero

Pagine: 48

Formato: Albo con copertina cartonata

COD: 978889691889 Categorie: , Tag: , ,

Due fratelli, un pallone, l’incontro inaspettato con un passerotto morto. La difficoltà e l’importanza di trovare le parole giuste.

Una giornata spensierata all’aperto, tra fratelli. Mentre il maggiore è intento a palleggiare, il minore incappa nel corpo senza vita di un passero. Subito la curiosità infantile inizia ad indagare, a porre domande, ad esigere risposte soddisfacenti su ciò che, per sua essenza, è inafferrabile e misterioso. Così nasce un dialogo tra fratelli che, da una parte, ha la potenza universale del mito, dall’altra serba la freschezza della lingua parlata.
La scrittrice Antonella Ossorio, accompagnata dalle illustrazioni lievi e oniriche del Premio Andersen Antonio Ferrara, affronta con onestà e delicatezza un tema complesso ma fondamentale: come parlare della morte? Come farlo con i bambini, per evitare di trasformarla in un tabù?
Come scegliere le parole adatte senza cadere in cliché e giri di parole che, invece di cercare le risposte, eludono le domande ?

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