Inverno di guerra

16,00

“Michiel provava un bisogno quasi irrefrenabile di confidarsi con qualcuno, suo padre, sua madre o lo zio Ben, ma resistette a quella pulsione. «Un buon partigiano è solo» aveva sentito dire una volta a suo padre. «Solo con la sua missione e con quello che sa.» Michiel sapeva bene che adesso era coinvolto in questioni da adulti. C’erano in gioco delle vite. Beh, non gli era mai piaciuto essere trattato da bambino: si sarebbe comportato da uomo. E così non disse niente. Anche se si aspettava che sua madre gli leggesse in viso la preoccupazione e gli chiedesse da un momento all’altro: «Michiel, a cosa stai pensando?», anche se ogni minimo rumore gli sembrava quello di una camionetta, anche se si chiedeva dove avrebbe trovato il cibo per Jack nelle settimane successive, non disse niente.”

È l’inverno del 1944, i Paesi Bassi sono nella morsa dell’occupazione nazista. Michiel, non potendo più andare a scuola, passa le sue giornate a fare commissioni in bicicletta, sotto la minaccia costante dei bombardamenti e dei soldati tedeschi. Un giorno, il figlio del vicino e membro della resistenza, gli consegna un messaggio da recapitare nel caso qualcosa vada storto nell’azione che stanno per mettere in atto. È così che Michiel si troverà coinvolto suo malgrado in qualcosa di molto più grande di lui. Ispirato ai ricordi di gioventù dell’autore, il romanzo racconta l’esperienza della guerra attraverso lo sguardo di Michiel, ben presto costretto a fare i conti con una realtà ambigua, a imparare a sue spese ad andare oltre le apparenze e a distinguere le vittime dai delatori, la generosità e il valore dal fanatismo. Per lui, come per molti altri, la guerra significherà al contempo la perdita dell’innocenza e la nascita di un forte sentimento pacifista.

1 disponibili

Scritto da: Jan Terlouw

ISBN: 9791280176035

Casa editrice: La nuova frontiera junior

Pagine: 224

Formato: Brossura

COD: 9791280176035 Categorie: , , Tag: , , , ,

“Michiel provava un bisogno quasi irrefrenabile di confidarsi con qualcuno, suo padre, sua madre o lo zio Ben, ma resistette a quella pulsione. «Un buon partigiano è solo» aveva sentito dire una volta a suo padre. «Solo con la sua missione e con quello che sa.» Michiel sapeva bene che adesso era coinvolto in questioni da adulti. C’erano in gioco delle vite. Beh, non gli era mai piaciuto essere trattato da bambino: si sarebbe comportato da uomo. E così non disse niente. Anche se si aspettava che sua madre gli leggesse in viso la preoccupazione e gli chiedesse da un momento all’altro: «Michiel, a cosa stai pensando?», anche se ogni minimo rumore gli sembrava quello di una camionetta, anche se si chiedeva dove avrebbe trovato il cibo per Jack nelle settimane successive, non disse niente.”

È l’inverno del 1944, i Paesi Bassi sono nella morsa dell’occupazione nazista. Michiel, non potendo più andare a scuola, passa le sue giornate a fare commissioni in bicicletta, sotto la minaccia costante dei bombardamenti e dei soldati tedeschi. Un giorno, il figlio del vicino e membro della resistenza, gli consegna un messaggio da recapitare nel caso qualcosa vada storto nell’azione che stanno per mettere in atto. È così che Michiel si troverà coinvolto suo malgrado in qualcosa di molto più grande di lui. Ispirato ai ricordi di gioventù dell’autore, il romanzo racconta l’esperienza della guerra attraverso lo sguardo di Michiel, ben presto costretto a fare i conti con una realtà ambigua, a imparare a sue spese ad andare oltre le apparenze e a distinguere le vittime dai delatori, la generosità e il valore dal fanatismo. Per lui, come per molti altri, la guerra significherà al contempo la perdita dell’innocenza e la nascita di un forte sentimento pacifista.

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