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Il nostro viaggio in ordine alfabetico nel mondo dell’editoria per bambini e ragazzi non poteva che cominciare con questa longeva casa editrice nata a Milano nel 1962. Se vi state domandando il perché, il motivo sta tutto nel logo, il pittogramma della luna nuova, simbolo di morte e rinascita, un’ottima prospettiva per il futuro…

IL LOGO
Adelphi è una parola greca (ἀδελφοί) che significa “fratelli, sodali”, ed esprime la comunanza d’intenti tra i soci fondatori. Il logo di Adelphi è un pittogramma cinese, conosciuto come «pittogramma della luna nuova». Noto fin dal 1000 a.C., compare sui bronzi della dinastia Shang e significa “morte e rinascita”.
Fu trovato in un libro portato da Rugafiori, aggiuntosi al consesso degli amici su suggerimento di Sergio Solmi. Era un testo di un sinologo tedesco su cui erano riportati numerosi ideogrammi dell’antica Cina: Foà lo aprì un giorno a caso su quel disegno che ritraeva due figure stilizzate, una con le braccia all’insù, l’altra all’ingiù, sopra una falce di luna, morte e resurrezione nella luna nuova. La grafica, affidata a Enzo Mari, venne trovata per sottrazione.

Il logo

LA SELEZIONE DEL CATALOGO
Ho recentemente letto una parte del libro “L’impronta dell’editore”, scritto da Roberto Calasso (che ha assunto la direzione di Adelphi nei primi anni settanta) e mi ha molto colpito ritrovare in un suo pensiero quello che guida me nella scelta dei libri da tenere a scaffale: ” Ma come si può essere sicuri di non deludere? È praticamente impossibile, se si ha a che fare con una schiera di ignoti, quanto mai disparati, come coloro che possono prendere in mano un libro. È meglio rinunciare. O altrimenti ridursi a una regola minima: pensare che non deluda ciò che almeno non ha deluso noi stessi (intendendo quel minuscolo gruppo che forma la testa di una casa editrice). Se si applica questa regola, il risultato (il libro pubblicato) sarà altamente idiosincratico. A un punto tale che molti non lo prenderanno neppure in mano, semplicemente per mancanza di interesse. E sono appunto questi i lettori che sarebbero certamente delusi. Rimangono gli altri(…)E saranno questi i non-delusi, con i quali, col tempo, l’editore può stabilire una tacita alleanza.” 
Non sarà difficile riconoscerli, l’eleganza che contraddistingue da sempre le copertine dei libri Adelphi li rende altamente distinguibili. Forse saranno più difficili da individuare gli illustrati ché hanno una veste grafica diversa da tutte le altre collane. Ma andiamo in ordine…

LE COPERTINE
Le copertine dei libri riprendono, su suggerimento del poeta e studioso Michele Ranchetti, una “gabbia” grafica ideata dall’illustratore inglese di fine Ottocento Aubrey Beardsley.
Aubrey Beardsley aveva solo 25 anni quando è morto di tubercolosi nel 1898. La sua carriera di artista è durata in tutto sette anni, durante i quali ha creato opere che gli hanno assicurato la fama in tutta Europa. I suoi disegni, illustrazioni e stampe in bianco e nero erano e restano immediatamente riconoscibili, così come l’aspetto dell’artista, considerato il simbolo dell’eleganza decadente dell’epoca assieme a Oscar Wilde.

I LIBRI
Per me il nome Adelphi è legato alla grande letteratura mitteleuropea, a Simenon, alle copertine opache monocromatiche con sopra immagini a volte inquietanti. In realtà già dagli inizi della produzione non sono mancati testi per ragazzi come “Le avventure di Robinson Crusoe”, “Moby Dick” e “Lo hobbit”. Ma è forse con le storie di Sergio Tofano (in arte Sto) e il suo signor Bonaventura che l’editore comincia a rivolgersi non soltanto ad un pubblico adulto. Ricordo bene quando ero bambina e ascoltavo mia nonna cantilenare “qui comincia la sventura del signor Bonaventura…” e poi via a raccontare storie surreali.

LA COLLANA – I cavoli a merenda
E’ proprio da un libro di Sto edito da Adelphi nel 1990 che prende il nome la collana per ragazzi nata nel 2002, I cavoli a merenda. Il libro d’esordio della collana, “Il Mahabharata vol.1” (oggi introvabile), il più famoso poema epico indiano, fu scritto e illustrato proprio da una ragazzina, Samhita Arni. 
Nello stesso anno furono pubblicati altri tre libri nella collana che oggi conta una cinquantina di titoli tra albi illustrati e romanzi per bambini, tutti con il sapore molto vintage che amo tanto!
Ce n’è davvero per tutti i gusti. 
Ai più piccini, amanti delle storie tenere, consiglio di leggere le piccole grandi avventure di Orsetto nate dalla penna di Else Holmelund Minarik e illustrate da Maurice Sendak, autore del famoso “Nel paese dei mostri selvaggi” (precedentemente edito da Babalibri); sfido i più temerari a sfogliare i libri in stile macabro di Edward Gorey; per gli appassionati di illustrazione ci sono degli albi splendidi; chi già legge da solo si divertirà sicuramente a seguire Jacob Due-Due nelle sue pazze avventure; per i più grandi ci sono i classici, sempre bellissimi!

SCOPRI GLI AUTORI

MAURICE SENDAK
Leggendo la sua biografia e ascoltando molte sue interviste, ho avuto l’impressione che non abbia avuto un’infanzia felice. Terzo figlio non cercato e non voluto, problemi cardiaci che sin da bambino lo hanno costretto a letto…però almeno un sogno lo ha realizzato. Guardando “Fantasia”, all’età di 12 anni decise di diventare un illustratore e vista la sua produzione, direi proprio che c’è riuscito, ha illustrato più di 80 libri! 
Ha lavorato tanto anche per la televisione e per il teatro. Era soprattutto un grande appassionato di musica da qui collaborazioni con direttori d’opera per i quali ha realizzato molte scenografie e con Carol King che ha prestato la voce ai suoi cortometraggi

Il libro che ha dato la fama a Maurice Sendak è stato “Nel paese dei mostri selvaggi”. Inizialmente si trattava di un silent book con protagonisti dei cavalli ma poi Sendak si accorse di non saperli disegnare e allora i cavalli divennero mostri, quei mostri di cui Max, il piccolo protagonista, diventa capobranco e fomentatore. 
La fama guadagnata non fu subito favorevole. Nel paese dei mostri selvaggi fece scalpore! Mai prima di allora in America si era visto in un libro per l’infanzia un bambino che trattava male la madre e rispondeva in quel modo e soprattutto mai si era visto un bambino rimanere impunito dopo un tale comportamento. Max invece, dopo aver vissuto la sua avventura mostruosa torna a casa e trova la cena ancora calda ad aspettarlo!
Le critiche hanno accompagnato sempre Sendak. I suoi libri sono stati spesso considerati inappropriati e di conseguenza censurati e anche vietati. In “La cucina della notte”, edito in Italia da Babalibri prima e da Adelphi poi, il protagonista è un bimbetto raffigurato quasi sempre nudo e questo ha posto il libro tra i primi 30 dei 100 più censurati nel tempo.

MORDECAI RICHLER
Un altro nome importante nel catalogo per bambini Adelphi è quello di Mordecai Richler, famoso in Italia per il libro La versione di Barney. Avevo appena iniziato a lavorare in libreria quando uscì e ricordo di averne vendute centinaia di copie. Fu un grosso caso editoriale. 
Adelphi ha pubblicato molti suoi libri tra cui la divertente trilogia per bambini di Jacob Due-Due da cui è stata tratta una serie animata trasmessa anche in Italia.
Jacob è un bambino che ha due più due più due anni e dice sempre ogni cosa due volte perché con tutta la gente che abita a casa sua – due genitori, due fratelli e due sorelle più grandi – la prima volta non lo sente mai nessuno! Suo malgrado (o forse no), si ritrova sempre a vivere strane avventure in cui gli adulti sono “i cattivi”. Spetta a lui risolvere la situazione diventando un piccolo eroe!
La prima avventura si intitola “Jacob due-due contro zanna incappucciata”. Provo a raccontarvela…
Vi è mai capitato di non riuscire a finire un puzzle perché nella scatola manca un pezzo, o di non capire come funziona un gioco perché le istruzioni non sono nella lingua giusta? E’ colpa del perfido Mister Volpe, il sabotatore di giocattoli!
I grandi fanno davvero di tutto per mettere i bambini in difficoltà e poi vogliono avere sempre ragione. Il piccolo Jacob Due-Due scoprirà presto questa verità e ne farà le spese in prima persona, finendo rinchiuso nella prigione dei bambini.
Gli adulti però non sanno che non è mai consigliabile mettersi contro un branco di mocciosi…
Potere ai bambini!!!

PETER SIS
Di questo illustratore americano di origini ceche, Adelphi ha tre titoli in catalogo, “La conferenza degli uccelli” (2013), “Il pilota e il piccolo principe” (2014), “Robinson” (2018).
Quello che emerge di più dalle sue interviste e dai suoi libri, è il legame estremamente personale con le storie che va a raccontare. Per “La conferenza degli uccelli” Sìs ha lavorato un anno e mezzo sulle illustrazioni con grandi documentazioni scientifiche, ma sono gli altri due titoli che mi hanno colpito intimamente. Ne Il Pilota e il piccolo principe raccontando la vita di Antoine Saint-Exupéry, si affronta l’importanza del coraggio, di inseguire i propri sogni, la passione per i viaggi. Ma non solo: Sìs in un’intervista racconta quando, passeggiando con suo padre per una rumorosa e grande New York passò da Central Park e il padre gli raccontò che lì Saint-Exupéry aveva scritto Il piccolo principe. Questo legame personale con le proprie storie si avverte ancora più forte in Robinson, dove Sìs, prendendo spunto da una foto ritrovata di quando era piccolo e si era mascherato dal suo eroe Robinson Crusoe. Da questo ricordo nasce un albo illustrato vero, emozionante ed avventuroso.

ELSE HOLMELUND MINARIK
Minarik è stata una grande scrittrice americana, molto prolifica. Nata in Danimarca e emigrata a quattro anni negli stati uniti, è stata giornalista durante la seconda guerra mondiale e poi insegnante alla scuola primaria.
Adelphi ha pubblicato la piccola saga delle avventure di Orsetto, “Orsetto” (2013), “Papà Orso torna a casa” (2016), “L’amica di Orsetto” (2018), “Una visita di Orsetto” (2018).
Le storie sono delicate ma molto appassionanti e hanno tenuto me e i miei figli incollati a queste piccole storie quotidiane, illustrate in maniera molto vintage da Maurice Sendak. Un fascino al di là del tempo.

[Guarda l’intervista a Else Holmelund Minarik]

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